L’AMERICA LATINA DI ALESSANDRO LITTA MODIGLIANI

Astrolabe N° 37
CRLV – Université Paris-Sorbonne
L'America latina di Alessandro Litta Modigliani
Viaggiare da Buenos Aires a Valparaiso nel 1841

L'AMERICA LATINA DI ALESSANDRO LITTA MODIGLIANI
Viaggiare da Buenos Aires a Valparaiso nel 1841

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Voyageur par « pure curiosité humaine », Alessandro Litta Modigliani est le parfait exemple de la brillante aristocratie milanaise du XIXe siècle, animée par une forte vivacité culturelle et intellectuelle. Les deux relations ici publiées pour la première fois relatent le voyage d'Alessandro Litta Modigliani en Argentine et au Chili, en passant par le cap Horn, entre février et juillet 1841.

Figlio del marchese Litta Modigliani, tra le famiglie più in vista dell'aristocrazia milanese ottocentesca, Alessandro Litta Modigliani fu appassionato viaggiatore: tra il 1838 e il 1852 visitò l'Armenia, la Siria, l'Arabia (toccando anche la città di Petra), la Terra Santa, l'Egitto e soprattutto l'America meridionale (Brasile, Argentina, Cile, Bolivia, Perù e Giamaica). Dopo aver visitato la Sicilia e l'Europa settentrionale, partecipò attivamente alle Cinque Giornate di Milano e nel 1852 viaggiò in compagnia del fratello in America settentrionale e in Messico. Alla sua morte, sopravvenuta nel 1871, i suoi diari e carteggi di viaggio furono donati (per suo volere) alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, che tutt'oggi conserva i carnets del viaggio in Egitto (1839) e quelli del viaggio a Buenos Aires e a Valparaiso (1841).

Viaggiatore per "pura curiosità umana", Alessandro Litta Modigliani porta in ogni caso con sé una forte italianità, accentuata dalla forza degli avvenimenti storici a cui partecipa. Le relazioni sudamericane sono un'accurata rielaborazione dei taccuini annotati durante il viaggio, arricchiti di riferimenti letterari e storici, e vengono per la prima volta pubblicati a cura di Patrizia Spinato Bruschi del CNR.

Il primo manoscritto riporta la relazione del soggiorno di Alessandro Litta Modigliani a Buenos Aires nel 1841 e l'incontro con il generale Juan Manuel de Rosas, governatore argentino dal 1829. Litta Modigliani ci restituisce un'appassionata descrizione di Rio de Janeiro, vista dal piroscafo che lo sta portando in Argentina: la città risplende all'alba e il verdeggiare lussureggiante del Pan di Zucchero si staglia sul mare. Nonostante il lungo soggiorno brasiliano, Alessandro Litta Modigliani non fa riferimenti al proprio viaggio, né a Montevideo e neppure al tragitto per mare. Buenos Aires colpisce il viaggiatore per il suo profilo ricco di cupole e campanili. Ma l'intreccio regolare delle strade rischia la monotonia e dà quasi un senso di decadenza opprimente, frutto del dispotismo del generale Rosas, figura negativa dipinta da Alessandro Litta Modigliani con una notevole ironia. Il viaggiatore si serve, in effetti, di questo linguaggio per accentuare l'assurdità e la crudeltà della dittatura argentina: la statica e polverosa vita dell'entourage del dittatore si riduce al ballo e alla muscia con cui il viaggiatore viene intrattenuto dalle dame di casa Rosas, abili nello straziare al clavicembalo le più belle arie di Rossini. L'incontro con il generale rivela un uomo dalla falsa aria bonaria, molto sospettoso e intollerante. Alla richiesta di Alessandro Litta Modigliani di proseguire il viaggio via terra verso il Cile, il dittatore lo ammonisce della pericolosità degli indigeni, indirizzandolo su un viaggio per mare, attraverso lo stretto di Maggellano, tra l'altro molto più pericoloso, dovendo doppiare capo Horn.

Ed è proprio il racconto di questo periglioso viaggio che occupa l'altra relazione pubblicata, da Buenos Aires a Valparaiso, che Alessandro Litta Modigliani effettua tra maggio e luglio nel 1841. Il resoconto segue maggiormente l'idea di un diario di bordo giornaliero e anche il linguaggio riflette la tradizione della letteratura marittima. Si nota comunque la rielaborazione del testo, con numerosi riferimenti ai primi esploratori del continente americano e della regione del Rio della Plata: Alessandro Litta Modigliani cita i grandi navigatori italiani, dai fratelli Caboto a Colombo, Vespucci e Pigafetta, come a sottolineare nuovamente il forte legame con la lontana Italia natale. L'appassionata descrizione del capo Horn, spartiacque tra oceano Atlantico e Pacifico, genera parole accalorate, che riflettono la paura e lo stupore del magnifico paesaggio, richiamando il sublime e il romanticismo ottocenteschi e rimandando alle coeve descrizioni del capo Nord, altro pilastro roccioso che difende il continente dalle onde pericolose dell'oceano. L'arrivo a Valparaiso è descritto come un biblico arrivo nel vero Paradiso, dopo i pericoli delle tempeste del Pacifico, ma Alessandro Litta Modigliani non descrive la città e il paese meta del proprio viaggio.

Queste due relazioni riflettono la vivacità culturale che nell'Ottocento fa di Milano il principale centro post-illuministico. La nascita di collane e case editrici specificatamente dedicate alla letteratura di viaggio (prime fra tutte Sonzogno, con la Biblioteca Italiana, e Treves) permettono una maggiore diffusione della cultura viatica, specchio della brillante società intellettuale milanese, di cui Alessandro Litta Modigliani è stato esponente ed eccellente esempio.

Alessandra Grillo Orlandini

Référence bibliographique:

Alessandro Litta Modigliani, Da Buenos Aires a Valparaiso, a cura di Patrizia Spinato Bruschi, Roma, CNR-Bulzoni, coll. "ISEM - Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea", 2008, 120 p., ISBN: 978-88-7870-283-7, 13 €

Pour citer cet article:

Référence électronique
Alessandra GRILLO, « L'AMERICA LATINA DI ALESSANDRO LITTA MODIGLIANI », Astrolabe [En ligne], Mai / Juin 2011, mis en ligne le 10/08/2018, URL : http://astrolabe.uca.fr/mai-juin-2011/dossier/l-america-latina-di-alessandro-litta-modigliani