L’AFRICA COMINCIA QUI

Astrolabe N° 34
CRLV – Université Paris-Sorbonne
L'Afrique comincia qui
Balzac in Sardegna

L'AFRICA COMINCIA QUI
Balzac in Sardegna

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En mars 1838, Honoré de Balzac quitte Marseille pour une rapide aventure en terre sarde, où il espère faire fortune grâce à des fouilles dans les mines. La chance ne lui sourit pas et Balzac garde le silence sur ce voyage, sur lequel il n'écrit pas un véritable récit, mais dont le souvenir est retracé dans les sept lettres écrites, pendant et après le voyage, à la comtesse polonaise Ewelina Hańska, qu'il épousera en 1850. Le manuscrit de ce Voyage en Sardaigne, aujourd'hui conservé à l'Institut de France, vient d'être traduit en italien, par les soins de la Biblioteca di Sardegna, qui a également organisé une exposition (en cours jusqu'au 14 novembre 2010 à Cargeghe, Sassari) autour de ce voyage « picaresque » du grand écrivain français.

« L'Africa comincia qui: ho intravisto una popolazion in cenci, tutta nuda, abbronzata come gli etiopi. [...] Un regno deserto, dei veri selvaggi, nessuna coltura, delle savane di palme selvatiche o di cisti, ovunque capre [...]. Ci sono querca giganti, alberi da sughero, degli allori, delle eriche di trecento piedi di altezza. Niente da mangiare. » È il 17 aprile 1838 e lo scrittore Honoré de Balzac ha appena terminato un breve viaggio, di circa tre settimane, in Sardegna. Indebitato al massimo, Balzac tenta la carta sarda, sperando di fare fortuna sfruttando alcuni giacimenti ed in particolare tendando l'estrazione di piombo e argento da scorie minerarie. In realtà, l'operazione non va a buon fine e Balzac rientra prima a Genova, poi a Milano ed infine nuovamente a Parigi.

Le prime lettere del suo Voyage en Sardaigne descrivono la Corsica, mentre la parte dedicata alla Sardegna è piuttosto ridotta, ma reca tinte forti, di un'isola brulla, paragonata all'Africa, abitata da semi selvaggi, che addirittura mangiano un pane fatto di farina mista ad argilla. Pratica comune tra « selvaggi », come quando si pensa al pane misto di farina e corteccia d'alberi dei Lapponi! Balzac si stupisce comunque di come questa arretratezza possa convivere fianco a fianco a « villaggi che hanno dei costumi di una sorprendente ricchezza » (anche se non descrive quali).

Le conoscenze balzachiane sulla Sardegna sono ovviamente molto scarse e la verve romanzesca dello scrittore prende il sopravvento rivelando descrizioni spesso fantasiose, ma che si inseriscono nello stile della produzione di Balzac. È chiaro che tutte queste descrizioni ricalcano quella mitologia del viaggio e quell'eroizzazione del viaggiatore, così tipicamente ottocentesca. Ma in fondo, certe descrizioni, come la difficoltà degli spostamenti a cavallo o l'asprezza dei paesaggi, richiamano le parole e descrizioni che farà d'Annunzio nemmeno mezzo secolo più tardi, con una netta differenza, però, circa l'aspetto più umano, in quanto il Vate sarà proprio deluso dal fatto di non trovare nella realtà il mito del sardo selvaggio, per non parlare della terribile delusione di non essersi imbattuto in nemmeno un bandito![1]

Il resoconto del viaggio in Sardegna è contenuto in sette lettere, indirizzate da Balzac alla contessa polacca Ewelina Hańska, che lo scrittore sposerà nel 1850. Il manoscritto, oggi conservato all'Institut de France, è stato per la prima volta tradotto in italiano, a cura della Biblioteca di Sardegna che ha anche organizzato una mostra (in corso fino al 14 novembre 2010 a Cargeghe, Sassari) attorno al viaggio avventuroso del grande scrittore francese. Seppure così brevi e concise, queste lettere arricchiscono il panorama della letteratura di viaggio in Sardegna e vista l'immagine che Balzac, amante dei salotti parigini, restituisce dell'Isola, viene proprio da chiedersi insieme a lui « Che diavolo è andato a fare in simile galera? »

Alessandra Grillo

Risvolto di copertina

Incalzato da gazzettieri e creditori, nel marzo del 1838, lo scrittore francese Honoré de Balzac si imbarca da Marsiglia con rotta in Sardegna, novella Eldorado, dove anela coronare velleità di prosperità economica attraverso lo sfruttamento di giacimenti di scorie abbandonate nell'Isola. Ma improvvida è l'impresa: tarda nei tempi, velleitaria nei modi. Il volume ne ricostruisce la picaresca avventura in terra sarda pubblicando, in prima integrale traduzione italiana, la narrazione epistolare del viaggio vergata dal romanziere ad indirizzo della nobildonna Ewelina Hanska.


  1. ^ Francesca Mulas, La serenità dell'interlunio. D'Annunzio, Scarfoglio e Pascarella in Sardegna, Cargeghe, Editoriale Documenta, 2009.

Référence bibliographique:

Honoré de Balzac, Voyage en Sardaigne, a cura di Corrado Piana, Cargeghe, Editoriale Documenta, 2010, coll. « Studii », 80 p., ISBN 978-88-6454-073-3, 10 €

Pour citer cet article:

Référence électronique
Alessandra GRILLO, « L'AFRICA COMINCIA QUI », Astrolabe [En ligne], Novembre / Décembre 2010, mis en ligne le 09/08/2018, URL : http://astrolabe.uca.fr/novembre-decembre-2010/dossier/l-africa-comincia-qui-0